20.4.11


"Identità Celata" testo in catalogo di Giovanni Bianchi

Due cavalieri neri, che nell’immaginario comune rimandano a forze oscure e misteriose, si fronteggiano spavaldamente. Il cavaliere nero, infatti, di carattere duro e fermo, rappresenta colui che incute terrore, una paura ancestrale legata al suo manifestarsi con il colore delle tenebre. I cavalieri medievali sono rappresentati simbolicamente solo dall’elmo a “becco di passero”, il classico elmetto all'italiana dalla costruzione estremamente complessa, che era molto aderente e proteggeva efficacemente la testa garantendo il massimo della mobilità. 
Essi hanno la visiera calata a celare la loro identità e forse, parafrasando Italo Calvino, la loro esistenza. Possono difatti ricordare il protagonista del romanzo “Il Cavaliere inesistente” che è un cavaliere modello, ma inesistente, che riesce ad essere presente in guerra contro gli infedeli, soltanto con la forza di volontà. Calvino sottolinea che la sua “voce giungeva metallica da dentro l’elmo chiuso, come se fosse, non una gola, ma l’elmo stesso a vibrare…” Così possiamo immaginarci anche la voce metallica e profonda dei cavalieri di Andrea Morucchio, traghettati dal lontano passato al nostro presente. 
Posti uno di fronte all’altro i due volti si scrutano attenti. Sono due elmi identici, che si specchiano, che si raddoppiano. Sono due forze perfettamente uguali pronte a confrontarsi. Lo scontro/incontro è dunque tra l’io e il suo doppio, e si propone come un problema di identità. Una forma di narcisismo che allude all'attrazione che una persona prova per la propria immagine e per se stessa. Un’attrazione che può sfociare in amore o in odio, e così anche tra i due cavalieri si instaura una relazione che può risolversi in  un dialogo complice o in una sfida all’ultimo sangue, per decretare la supremazia di uno sull’altro. Realizzati in vetro nero soffiato, stampato e satinato, i due elmi dalla forma semplice ed essenziale evocano dunque uno stato di tensione “sospesa” che coinvolge lo spettatore, rendendolo partecipe dell’incontro di due forze primordiali che si perpetua nel tempo.


Celata serie #02, 2009, vetro soffiato, stampato e satinato, 44x32x32 cm

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